Convegno: LE UNIONI CIVILI;

La famiglia di fatto non costituisce nei paesi europei un problema così rilevante come in Italia.

Nel 1975 sarebbe stato impensabile parlare di questo tema all’interno della legge di riforma del diritto di famiglia. Il problema delle Unioni omosessuali va visto ancora oggi con un rapporto tra minoranza maggioranza, come una tutela della minoranza intesa come il <<diverso>>.

Gli accordi di convivenza riguardano sia le coppie omosessuali che eterosessuali. Sono state rilevate nel 2009, 6.866.000 famiglie <<non tradizionali>>, circa il 20% della popolazione italiana. 

Nel nostro ordinamento seppure non sussista una disciplina ad hoc per la convivenza, ne riscontriamo dei cenni in alcune norme, ma quali sono?

Si può riconoscere rilevanza giuridica alla convivenza more uxorio?

E’ possibile costituire accordi volti a regolare gli aspetti, in particolare quelli patrimoniali, della convivenza della coppia?

Si possono trascrivere in Italia matrimoni tra coppie omosessuali avvenuti all’estero? A cosa porterà il nuovo disegno di legge?

L’associazione <<Giuristi del Golfo>> ha organizzato un evento che si terrà il 25 novembre, ore 12:00 presso il Tribunale di Napoli, in cui si discuterà di tutti questi problemi ed altri ancora, attuali e reali in un ordinamento giuridico in cui il legislatore tace.

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LA FUNZIONE SOCIALE DELL’AVVOCATURA. RIFERIMENTO NORMATIVO: D.L. 12/09/2014 N° 132 SCELTA CONVENZIONE NEGOZIALE ASSISTITA

Il ruolo istituzionale e processuale dell’Avvocato si è sempre intrecciato con la funzione sociale dello stesso, calato in una realtà in cui spesso rappresenta colui che rende più comprensibile il difficile rapporto tra la persona e l’ordinamento giuridico.

In questo contesto il D.L. 12 settembre 2014 istitutivo della convenzione negoziale assistita si interseca con la mediazione obbligatoria prevista dalla Legge 28/2010 e ne rappresenta, se vogliamo, la chiusura sistematica.

Quest’ultima presenta una riserva funzionale per materia alla mediazione conciliativa, purchè si tratti di diritti disponibili.

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L’articolo 5 della L. 28/2010 la prevede nel caso in cui si tratta di una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità sanitaria e medica e da diffamazione a mezzo stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

La prima, invece, ad esclusione di quelle riservate alla seconda, è prevista per il risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti senza limiti di valore e per tutte le controversie non riservate alla mediazione obbligatoria relative alla domanda di pagamento di somme di denaro non eccedenti i cinquantamila euro.

In entrambi i casi è prevista la improcedibilità della domanda proposta senza ricorrere al preventivo esperimento della mediazione o della convenzione di negoziazione assistita.

La improcedibilità della domanda può essere rilevata di ufficio non oltre la prima udienza dal giudice o deve essere eccepita dal convenuto a pena di decadenza.

In questi casi il giudice assegna alle parti un termine di 15 giorni per la comunicazione dell’invito e durante l’esperimento della mediazione e/o della negoziazione assistita il processo sostanzialmente risulta sospeso.

Questo istituto rappresenta una vera svolta nell’ordinamento processuale, perché tende ad estendere quasi a tutte le controversie la necessità di esperire una preventiva conciliazione.

In questo modo riporta al centro la funzione sociale della Avvocatura e concede a questa una opportunità di ergersi ad arbitro e a volano propositivo del sistema giustizia.

In effetti, volendo veramente approfittare della novità, l’avvocato con la mediazione obbligatoria e con la convenzione assistita potrà sostanzialmente riavere quella centralità che gli spetta nel sistema, a cui invece da tempo ha rinunciato, demandando tale funzione alla magistratura, con risultati veramente poco gratificanti, soprattutto in ordine alla durata dei processi.

Sarà una vera rivoluzione?

A questa domanda la risposta è unica: potrà esserlo se l’avvocatura approfitterà del ruolo riconosciutole per riprendersi la funzione di mediatore culturale tecnico delle controversie civili che è elemento costitutivo della sua esistenza.

Personalmente ritengo che ciò non accadrà, perché la componente economica inciderà sulla applicazione dell’istituto, determinandone di fatto il mancato funzionamento.

Infatti, per quanto concerne la materia del risarcimento dei danni da circolazione stradale, il sistema della convenzione negoziale assistita si innesca con quello previsto dal D.L. 209/05 e con la normativa vigente in materia, la quale già prevede una preventiva richiesta a pena di improcedibilità della domanda.

Appare evidente che in questa materia rappresenta quasi una duplicazione, perché nel caso di incidente stradale dovremo prima costituire in mora il responsabile e la società assicurativa che copriva la r.c.a. del suo veicolo, poi dovremo attendere inutilmente il decorso del termine di 60 o 90 giorni previsto e/o le eventuali cause di sospensione previste dall’art. 148 di tale termine, e poi, dulcis in fundo, procedere con la convenzione assistita.

Ci si rende facilmente conto che questa legge è sicuramente un assist in favore delle società assicuratrici per allungare i tempi della fase stragiudiziale e non ha alcun effetto deflattivo del contenzioso.

In questa materia potremmo dire che assomiglia più ad una rivoluzione copernicana che ad una rivoluzione galileiana.

L’articolo 6 del D.L. 132/2014 introduce la convenzione negoziale assistita anche per le separazioni personali dei coniugi per la modifica delle condizioni di separazione e per lo scioglimento di matrimonio e/o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Questa autentica novità sicuramente riceverà una scarsa applicazione pratica, in quanto prevede che l’avvocato della parte è obbligato a trasmettere entro il termine di giorni 10 all’Ufficiale di Stato Civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto copia autenticata dallo stesso dell’accordo. All’avvocato che viola tale obbligo è applicata una sanzione amministrativa da € 2.000,00 ad € 10.000,00. Per la irrogazione della sanzione è competente il Comune in cui debbono essere inserite le annotazioni delle modifiche raggiunte con la convenzione assistita.

Ci si rende facilmente conto che per l’avvocato in questa materia il gioco non vale la candela.

CONCLUSIONI

Si conclude con un duplice auspicio: il primo è rivolto alla magistratura, infatti tanto più questa sarà pronta e solerte a sanzionare chi, attraverso il suo rifiuto, rende inutile il procedimento di negoziazione assistita come prevede l’art. 4, tanto più l’avvocatura provvederà ad utilizzare applicando l’istituto della negoziazione assistita. Il secondo è rivolto all’avvocatura: le origini attuali della crisi anche economica dell’avvocatura, sono generate da un sistema che ha di fatto determinato che i tempi della conclusione di un processo sono biblici e sono tali da rendere di fatto inutile anche la più esemplare delle sentenze, allora avere la capacità e la opportunità di recuperare un ruolo centrale e mediativo all’avvocatura, può restituirle sicuramente quel prestigio e quella autorevolezza che Alfonso Maria dei Liguori le aveva indicato come strada maestra con le sue regole morali.

Napoli lì 28/03/2015                                           Avv. Giuseppe Aulino

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Il Consiglio degli Avvocati e i Giuristi del Golfo ricordano S. Alfonso

Si è svolto presso il piccolo auditorium dell’Associazione culturale “Natale Ciccarelli” a Marianella il convegno patrocinato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e intitolato “Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Avvocato e Santo“.

L’incontro ha avuto ad oggetto la vita di Alfonso Maria de’ Liguori, avvocato, musicista, compositore della musica sacra popolare, ed il suo messaggio, che risulta ancora oggi rivoluzionario ed innovativo vista la straordinaria personalità del genio Alfonso, un uomo che visse fuori dal suo tempo.

Moderatori del convegno gli avvocati Giovanna Iommelli e Sabrina Sifo, entrambe esponenti dell’Associazione Giuristi del Golfo, che ha promosso l’iniziativa cercando di portare sul territorio una testimonianza che lega i temi dell’avvocatura e della tradizione religiosa locale.

>>>Clicca qui per cenni biografici su Sant’Alfonso Maria De Liguori, Avvocato e Santo <<<

Ad aprire l’incontro è stato l’intervento dell’avv. Giuseppe Aulino, che ha trattato il tema della funzione sociale dell’avvocatura, soffermandosi in particolare sulla nuova normaativa in tema di negoziazione assistita e sulla difficoltà della sua messa in opera. L’intervento si è anche soffermato su alcune difficili problematiche dell’avvocatura, tra contenuto e forma, presenti già nel pensiero di Sant’Alfonso.

A seguire è intervenuto l’Avv. Angelo Pisani, presidente dell’VIII Municipalità della città di Napoli, che si è occupato delle regole morali dell’avvocato, con riferimento aalle tematiche di giustizia, verità, fedeltà e diligenza come già enucleate da Sant’Alfonso e poi riportate nella Costituzione odierna e nei codici deontologici.

Quindi è stata la volta dell’avv. Michele Gallozzi, Presidente dell’Organismo Unitario Avvocatura, che si è concentrato sui temi dell’abbandono dell’avvocatura a fronte della scelta di nuovi tipi di difesa, e dei rischi inerenti alla tutela dei diritti connessi ad un declassamento della funzione dell’avvocato.

Infine a chiusura della prima parte del convegno, l’avv. Alessandro Gargiulo dell’Associazione Giuristi del Golfo, che ha offerto una sentita e personale testimonianza in merito al tema dei doveri dell’avvocato nei confronti dei meno abbienti e allo strumento del gratuito patrocinio, sempre più avvertito come un peso e non come un incarico onorifico da parte degli avvocati.

La seconda parte del Convegno si è tenuta presso la casa dei Liguori, in quelle mura in cui Sant’Alfonso nacque e mosse i primi passi, la cappella in cui recitava le sue preghiere, le campagne e i giardini dove il padre sfogò le sue collere dopo l’annuncio del figlio di voler abbandonare l’avvocatura per intraprendere il cammino ecclesiastico.

Con la guida dei padri Redentoristi, sono state svelate le sale della casa natale del Santo, e la chiesa a lui dedicata, fulcro della tradizione religiosa e culturale di Marianella. Una grande occasione per non dimenticare le proprie radici e figure come quella di Sant’Alfonso, che hanno precorso i tempi e ancora oggi possonno essere una guida per il futuro.