L’accoglimento della domanda determina sempre la condanna alle spese del giudizio per la parte soccombente

Con la recente ordinanza n° 15233/2021, la Suprema Corte di Cassazione ha interamente accolto il ricorso presentato dall’Avv. Giuseppe Aulino avverso una decisione del Tribunale di Napoli che, accogliendo un gravame proposto avverso decisione del Giudice di Pace di Napoli, riformava interamente la sentenza di primo grado, ma compensava le spese per intero di entrambi i giudizi, ricorrendo gravi ed eccezionali ragioni.

La Suprema Corte ha ritenuto di cassare la sentenza di merito in quanto il Tribunale, avendo riformato la sentenza di primo grado, aveva il dovere di regolare nuovamente le spese “anche di quel grado di giudizio, valutando l’esito globale della lite. E poichè la decisione dell’appello è stata nel senso dell’integrale accoglimento della domanda dell’attore, questi era da ritenere a tutti gli effetti vincitore. Ciò significa che il Tribunale era tenuto, in linea di principio, a fare applicazione del principio di soccombenza, salva la possibilità di individuare le gravi ed eccezionali ragioni per la compensazione delle spese, così dovendosi ormai intendere il portato dell’art. 92 c.p.c. alla luce della sentenza n. 77 del 2018 della Corte costituzionale (che ne ha dichiarato la parziale illegittimità).La motivazione del Tribunale, però, non fornisce alcuno spunto in questo senso, limitandosi ad individuare i gravi ed eccezionali motivi nella non particolare complessità della questione trattata; formula che, di per sè, non ha alcuna specifica valenza, perchè la semplicità della causa non toglie che la parte che ha ragione abbia comunque dovuto affrontare un giudizio per vedere riconosciuta la sussistenza del suo diritto, con le conseguenti spese”.

Pertanto si può e si deve ritenere che la lettura costituzionalmente corretta dell’articolo 92 c.p.c. deve essere intesa nel senso che normalmente la soccombenza comporta la condanna al pagamento delle spese del giudizio, nonchè che la semplicità di un giudizio non può essere posta alla base di un provvedimento, altrimenti immotivato, di compensazione delle spese del giudizio.