Diritto al risarcimento del danno in caso di ingiustificato ritardo aereo

Il Giudice di Pace di Napoli con la sentenza n° 19332/2020 ha riconosciuto il diritto del passeggero nei confronti di una nota Compagnia aerea “low cost” ad ottenere il risarcimento del danno subito per il ritardo nella esecuzione del trasporto.

Nella fattispecie si trattava di due passeggeri italiani in partenza dall’aeroporto internazionale di Parigi Orly per Napoli, il cui volo invece di partire alle ore 17.00, partì alle ore 22.00 dello stesso giorno.

Il Regolamento CE 261/2004 prevede che la compagnia aerea debba una compensazione pecuniaria in favore del passeggero in una misura indennitaria diversa legata alla distanza tra il luogo di partenza e quello di arrivo, salvo che il ritardo non sia avvenuto per motivi e circostanze eccezionali e quindi sia stato causato da un evento casuale non dipendente da fattori imputabili al vettore.

Nella circostanza, il vettore aereo si difendeva sostenendo che una perturbazione improvvisa aveva colpito altro aeroporto da cui era in partenza l’aereo che avrebbe dovuto trasportare i passeggeri rimasti fermi all’aeroporto di Parigi Orly e chiedeva pertanto l’applicazione della esimente del caso o della forza maggiore.

Poi però, a sostegno della sua tesi, forniva nel giudizio solo degli articoli di stampa relativi però ad un giorno diverso da quello in cui era avvenuto il trasporto aereo, mentre l’attore, diligentemente interpellato il servizio della Protezione Civile della Regione in cui avrebbe dovuto verificarsi l’evento casuale, forniva prova che le condizioni metereologiche in quella giornata erano state buone nella zona invocata dal vettore.

Il Giudice di Pace, pertanto, riteneva fondata la domanda di indennizzo proposta dall’attore, patrocinato dall’Avv. Aulino e dall’Avv. Iommelli Giovanna, e ritenendo accertato che la convenuta non fosse riuscita a dare la prova dell’adeguata diligenza dovuta in relazione alle circostanze concrete del caso nell’adempimento dell’obbligazione contrattuale assunta e, in particolare, alla diligenza qualificata di cui all’art. 1176 c.c., comma 2, che si estrinseca nell’adeguato sforzo tecnico, con impiego delle energie e dei mezzi normalmente ed obiettivamente necessari o utili, in relazione alla natura dell’attività esercitata, volto all’adempimento della prestazione dovuta ed al soddisfacimento dell’interesse creditorio, nonché ad evitare possibili eventi dannosi (Cass. civ., Sez. III, 15/02/2007, n., 3462; Cass., 31/05/2006 n. 12995), accoglieva la domanda e riconosceva l’indennizzo in favore dell’attore come previsto dall’art. 7 comma 1 del Regolamento CE 11/02/2004 n. 2004/261/CE, quale conseguenza immediata e diretta del ritardo del volo.

Le spese del giudizio hanno seguito la soccombenza.