Dimissioni del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Marco Vincenzi

Il secondo filone dell’inchiesta Mafia Capitale ha comportato oggi le dimissioni del capogruppo Pd in Consiglio regionale, Marco Vincenzi. Si tratta del secondo caso dopo le dimissioni nel marzo scorso di Maurizio Venafro. La Guardia di finanza ha altresì arrestato cinque persone, in un’operazione di polizia giudiziaria nel settore degli appalti pubblici e di contrasto alle frodi fiscali.

«Sono assolutamente estraneo a qualsiasi responsabilità e nell’interesse del gruppo Pd alla Regione, dell’amministrazione regionale e del Partito Democratico mi dimetto da capogruppo». Con queste parole Marco Vincenzi, presidente dei consiglieri dem alla Regione Lazio, si è dimesso.

Vincenzi è citato in una delle informative dei carabinieri del Ros, depositate in procura, per i suoi rapporti con Salvatore Buzzi, il ras delle cooperative. In particolare i due si sarebbero incontrati almeno due volte. E il risultato sarebbe stato duplice: un aumento fino a 1,8 milioni di euro dei fondi regionali ai Municipi romani, che Buzzi si diceva convinto di poter pilotare, e l’aggiudicazione a Buzzi di uno dei lotti della gara per il Cup (il centro unico per le prenotazioni sanitarie).

Vincenzi si difende così: «Smentisco di aver presentato in Consiglio regionale emendamenti per finanziare il comune di Roma o i suoi municipi. Non corrispondono nel modo più assoluto a verità e sono destituite di fondamento, quindi, le affermazioni di Salvatore Buzzi su un mio presunto interessamento per far ricevere al municipio di Ostia 600mila euro o qualsiasi altra cifra. Di conseguenza, e lo sottolineo per evitare qualsiasi fraintendimento, non possono essere stati approvati in Consiglio regionale emendamenti del sottoscritto per elargire fondi ad Ostia, agli altri municipi della Capitale o al comune di Roma». Vincenzi conferma i due incontri con Buzzi: «Ho visto due volte Salvatore Buzzi su sua sollecitazione e nel corso degli incontri mi aveva chiesto di intercedere per far ottenere fondi ad Ostia». Ma precisa: si tratta di «una richiesta alla quale non ho dato alcun seguito», come «è facile evincere dalle conclusioni dell’informativa dei militari dell’Arma».

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