FECONDAZIONE ASSISTITA: SI ALLE COPPIE CON GRAVI PATOLOGIE GENETICHE

La Corte costituzionale, lo scorso 14 maggio,  con sentenza n. 96/2015  ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge 40/2004 nella parte in cui vietava l’accesso alla fecondazione assistita e alla diagnosi preimpianto alle coppie con gravi patologie genetiche trasmissibili al nascituro ( articoli 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1).
La Corte ha rilevato come nel nostro ordinamento esista la possibilità per queste di perseguire l’obiettivo di procreare un figlio non affetto dalla specifica patologia ereditaria di cui sono portatrici, attraverso la, sicuramente più traumatica, modalità della interruzione volontaria (anche reiterata) di gravidanze naturali quale consentita dall’articolo 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978 n. 194. 
Questo dato è emerso da alcune  indagini prenatali, in cui sono stati<<accertati processi patologici relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna>>. 
Secondo la Consulta la legge 40 viola l’articolo 32 della Costituzione (il quale prevede che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure agli indigenti), per il mancato rispetto del diritto alla salute della donna. 
La normativa denunciata costituisce, pertanto, il risultato di un irragionevole bilanciamento degli interessi in gioco, in violazione anche del canone di razionalità dell’ordinamento ed è lesiva del diritto alla salute della donna fertile portatrice ( o dell’altro soggetto della coppia) di grave malattia genetica ereditaria nella parte in cui non consente, e dunque esclude, che, nel quadro di disciplina della legge in esame, possano ricorrere alla Pma le coppie affette da patologie siffatte, adeguatamente accertate, per esigenza di cautela, da apposita struttura pubblica specializzata.
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