POSSIBILITA’ DI APPORRE TERMINI NELLE DISPOSIZIONI MORTIS CAUSA.

Il termine è il momento del tempo futuro, da cui ha inizio o fine l’efficacia della disposizione testamentaria a titolo particolare.

Il termine può essere esplicito implicito e quindi risultare dal contesto delle disposizione testamentaria.

L’art. 637 c.c. sancisce l’impossibilità di apporre un termine alle istituzioni ereditarie.

La successione a titolo universale non può avere luogo ad tempus, vista l’operatività del principio espresso dal brocardo latino << semel heres semper heres>>, mentre il diritto del legatario può essere limitato nel tempo, ossia può avere un termine sia iniziale che finale, sulla base delle norme art. 637, e art. 640 c.c.

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Il legato può essere sottoposto sia a termine iniziale che finale.

Se oggetto del legato a termine è il diritto di proprietà, troveranno in questo caso applicazione i principi sulla proprietà temporanea.

In dottrina si distingue tra temine assolutamente impossibile, quando è la scadenza ad essere impossibile e termine relativamente impossibile, quando la scadenza pur essendo certa e possibile, risulta incompatibile con la natura della disposizione cui accede: il termine assolutamente impossibile, se non risulta una volontà contraria del testatore, si considera come non apposto, al pari delle condizioni impossibili, mentre il termine relativamente impossibile rende nulla la disposizione cui accede, salvo che risulti una contraria volontà del testatore nel senso che esso si debba considerare come non apposto.

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Il termine si distingue dalla condizione, essenzialmente per la certezza del suo accadimento e tale carattere va accertato in concreto a prescindere dall’espressione utilizzata dal testatore.

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