Adempimenti successivi alla morte del de cuius

 A seguito della morte del de cuius, si procede immediatamente all’apertura della successione.

Aperta la successione è necessario che venga divulgato il contenuto del testamento per garantirne la conoscenza ad ogni interessato.

A sopperire a quest’esigenza, opera l’istituto della pubblicazione del testamento olografo, che è necessaria al fine dell’attuazione della volontà testamentaria e per far valere il testamento in giudizio.

Chiunque è in possesso di un testamento olografo deve presentarlo ad un notaio per la pubblicazione, appena ha notizia della morte del testatore.

Il notaio procede alla pubblicazione del testamento alla presenza dei testimoni, redigendo il verbale in forma di atto pubblico in cui poi descrive lo stato del testamento, ne riproduce il contenuto e fa menzione della sua apertura se è stato presentato chiuso con sigillo.

Il verbale viene sottoscritto dalla persona che ha presentato il testamento, dai testimoni e dal notaio.

A quest’atto vanno allegati: la carta su cui è scritto il testamento, vidimata in ciascun mezzo foglio dal notaio e dai testimoni, e l’estratto dell’atto di morte del testatore (ex art. 620, 3° co., c.c.). Nel caso in cui il testamento olografo sia stato preventivamente depositato dal testatore presso un notaio, la pubblicazione è eseguita dal notaio depositario. (ex art. 620. 4° co., c.c.).

Il notaio è tenuto alla pubblicazione anche nel caso di testamento invalido.

Avvenuta la pubblicazione, il testamento ha esecuzione ex art. 620, 5° co., c.c.

Il notaio deve poi trasmettere alla cancelleria del Tribunale, nella cui giurisdizione si è aperta la successione, la copia in carta libera del verbale di pubblicazione del testamento.

Il notaio a seguito della pubblicazione di un testamento olografo comunica l’esistenza del testamento agli eredi di cui conosce il domicilio o la residenza.

>>Clicca qui per accedere a tutte le risorse legali e giurisprudenziali<<

Il notaio non ha l’obbligo di fare particolari ricerche se non conosce il domicilio o la residenza degli eredi o dei legatari.

La mancata comunicazione, nel caso di conoscenza del domicilio o residenza, può essere fonte di danno e quindi può esporre il notaio a responsabilità.

Sarà poi il giudice del merito a decidere se il notaio sia stato o meno abbastanza solerte.

Se con il testamento si sono disposte donazioni o lasciti in favori di enti, il notaio è obbligato a farne denunzia al prefetto entro trenta giorni dalla pubblicazione .

Il prefetto è autorizzato a promuovere gli atti conservativi che reputa necessari per l’esecuzione della disposizione sia nei confronti degli eredi, sia nei confronti dei terzi, ex art. 2, R.D. n. 318/1942.

La stessa procedura si applica nell’ipotesi di donazioni o lasciti in favore di una persona giuridica, ex art. 7 R. D. n. 318/1942.

>>Clicca qui per Trust e atto di destinazione: differenze o identità di effetti<<

Diversa dalla pubblicazione del testamento è l’iscrizione nel Registro Generale dei Testamenti.

Il notaio ha l’obbligo di iscrivere i testamenti pubblici, segreti, speciali, olografi depositati presso di lui, o del verbale di pubblicazione del testamento olografo non depositato in questo apposito Registro tenuto presso il Ministero della Giustizia, Ufficio centrale degli Archivi Notarili.

La registrazione ha lo scopo di pubblicità notizia e serve anche a facilitare il renvenimento dell’atto testamentario dopo la morte del testatore.

download

Annunci